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Pagina aziendale Facebook: 5 errori da non fare



Pubblicato: 12-03-2019 Social Media

La pagina aziendale Facebook è una risorsa per il brand, ma anche una responsabilità in fatto di contenuti condivisi. Ecco 5 errori da non fare.

Il 12 marzo è la giornata contro la cyber censura, un’occasione per riflettere su quanto sia importante avere la possibilità di esprimere la propria opinione, ma anche su quanto sia necessario essere consapevoli dell’influenza che potrebbero avere le nostre parole; soprattutto se siamo un’azienda. Ecco perché oggi vogliamo approfittare di questa Giornata per soffermarci sui comportamenti che una pagina aziendale Facebook, Instagram o LinkedIn dovrebbe evitare di tenere. 

Cose da non fare su un profilo aziendale social 

  • Non è necessario condividere ad ogni costo i propri commenti sulla notizia del momento, soprattutto se si tratta di una news estranea al proprio settore, nel quale si potrebbe invece essere un’autorità. Bisogna sempre ricordare che si sta parlando a nome dell’azienda e che non necessariamente tutti i dipendenti si riconoscono nelle opinioni pubblicate; pensiamo ad esempio ad un post che elogi uno schieramento politico piuttosto che un altro. Tuttavia, anche nei casi in cui la notizia della giornata abbia a che fare con il proprio ambito, sarebbe preferibile impiegare toni di voce moderati e rispettosi, tenendosi lontani da estremismi ed evitando di esporsi a spiacevoli commenti o cattiva pubblicità. E poi, a dire il vero, un brand che accenda polemiche da tastiera intorno ad una qualunque questione decisamente complessa perde di credibilità e non accresce il suo engagement.
  • Condividere contenuti di fonti non attendibili. Anche se nel proprio settore si può essere considerati un'autorità, condividere post poco credibili non darà lustro alla reputazione dell'azienda. Non si tratta di un biglietto da visita controproducente per chi atterri per la prima volta sulla pagina del business: ingannare gli utenti con i quali si è ormai creato un legame di fedeltà è luna mossa ancora peggiore. 
  • D’altronde, la coerenza è tutto per un brand. Agli utenti non sfuggono i voltafaccia da un social all’altro della stessa azienda; e ovviamente ciò non è visto di buon occhio. Una cosa che invece il pubblico apprezza molto è la disponibilità dell’azienda ad interagire con gli utenti nei commenti, soprattutto se risponde con educazione e professionalità alle critiche (che non mancheranno mai). 
  • Quando si parla a nome di un brand, si dovrebbe ricordare sempre che l’obiettivo primario di una pagina aziendale Facebook sarebbe offrire valore a chi legge. Lo scopo consiste nell’intrattenere, informare ed ispirare gli utenti in virtù dei propri valori. Ecco perché, se non si ha qualcosa di significativo da dire in questa direzione, sarebbe il caso di astenersi dal commentare per non nuocere all’immagine che il pubblico ha di noi.  
  • Per il medesimo motivo, sarebbe meglio non nominare i competitors. Non sparlare della concorrenza è la virtù delle persone leali (e anche dei brand furbi) che non indispettiscono gli utenti e pensano a promuovere i propri prodotti. 

Capito cosa non si deve fare sui profili aziendali, scopri le strategie per un brand di successo sui social.

Responsabilità sociale di un brand

Al di là delle accortezze che un profilo aziendale su Facebook, Linkedin, Twitter o Instagram non dovrebbe mai dimenticare, esiste anche una responsabilità sociale legata ai messaggi che porta avanti. E questo ci ricollega alla questione della libertà di espressione. I contenuti promossi da un brand hanno un raggio d’azione maggiore, e anche più penetrante, di quelli condivisi dai singoli utenti. Per questo motivo un profilo aziendale dovrebbe essere ancora più cauto nella valutazione dei contenuti e dei messaggi da diffondere, sia per il bene del proprio brand, che per la responsabilità sociale che porta con sé. 

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